I Principi
Partecipazione. Creare
le condizioni affinché la partecipazione sia effettiva non è così
immediato. Significa innanzi tutto includere, apprezzare le differenze,
ascoltare, dare/avere voce, attivare, co-generare.
Valorizzazione, apprezzamento. Questo
passaggio è molto significativo in quanto ha a che fare con i
meccanismi di produzione di valore all’interno di un gruppo. Significa
innanzi tutto saper dialogare con le proprie esperienze professionali e
con quelle degli altri, selezionarne gli aspetti significativi,
focalizzare alcuni passaggi, ricontestualizzare, costruire nuovi
significati, nuovi scenari futuri.
Empowerment. Partecipare
e valorizzare/apprezzare richiedono anche un processo di empowerment al
fine di generare fiducia nelle proprie possibilità e nelle opportunità
di apprendimento offerte attraverso la condivisione di esperienze
significative. Significa costruire nuovi margini di autonomia e nuovi
livelli di azione.
Interconnessione. Questo
significa ascolto attivo, saper comunicare agli altri, sviluppo di
relazioni positive, generative, stabilizzazione degli scambi,
costruzione di network.
Relazione etica.
Intesa come etica situazionale e non come etica assoluta o universale
che è ispirata dal principio di doveri vincolanti a prescindere dai
contesti e dagli esiti delle azioni da essi regolate, né come etica
teleologica o conseguenzialista, ispirata dalla considerazione degli
esiti dell’agire. L’etica situazionale, è un’etica pragmatica che
implica l’elaborazione di linee di orientamento situate. E’ vicina alle
pratiche professionali e alle reali condizioni in cui queste si
svolgono. E’ in grado di costruire le condizioni necessarie a dare
dignità e legittimità alle scelte e alle decisioni prese in condizioni
di incertezza, di ambiguità, di presenza di contraddizioni e di rischio.
L’apprendimento riflessivo
trae origine e si sviluppa sulla base di assunti che derivano da
diversi approcci metodologici come le Action Methodologies, le
Reflective Practice Methodologies, la Narrative Inquiry, l’Action
Research e altre ancora, ponendo al centro la capacità di apprendere
dalle proprie esperienze e da quelle degli altri al fine di generare un
miglioramento professionale ed organizzativo. Le tecniche sviluppate
sono molte e non rispondono a ricette precostituite, ma richiedono
sempre una fase iniziale di ricerca per calibrare la pertinenza dei
metodi rispetto alle esigenze e ai contesti.
Il cuore del RL è il “fare”. Il
fare professionale, individuale e in gruppo, all’interno di specifici
contesti organizzativi. Crediamo che le pratiche professionali
costituiscano il vero motore dell’innovazione, in quanto più libere e
più pertinenti rispetto alle situazioni e ai contesti di quanto non lo
siano ruoli formali e le figure professionali. Queste godono di una
legittimità situata, traggono significato e valore dai contesti in cui
si realizzano e sono allo stesso tempo portatrici di risultati, di
innovazione e di possibilità di miglioramento e apprendimento continuo.